14/53 The happy is?

 

Piccoli alleati

 

 

Quando ero giovane, un bagnino di Milano Marittima, vedendomi dirigere di buon mattino verso l’ombrellone posto in prima fila (che mia madre ci teneva a prenotare per tempo), mi dava il buongiorno così:

 

-Buongiorno Renza-

-Io veramente non mi chiamo Renza- rispondo io

-Lo so, ma quando ti vedo mi fai venire in mente la SOFFE RENZA e ho deciso di chiamarti così-

 

Non mi ricordo se ho commentato e non mi ricordo quanti anni avevo, ma sicuramente erano meno di 20.

Ci rimasi male, ma poi la misi sul ridere e probabilmente devo aver pensato che era un cretino.

E’ strano come a distanza di quasi 17 anni, mi sia venuta in mente questa cosa, forse perché desidero scrollarmela di dosso questa malinconia di fondo che mi porto sempre appresso.

 

Facendo un breve remake delle mie esperienze vissute, mi rendo conto con tristezza che fatico a ricordarmi le cose che mi hanno resa felice e, come capita a tanti, mi sovvengono solo le più pesanti, infelici esperienze di vita. Esperienze che in qualche modo hanno turbato il mio cammino. Ma lasciamo stare.

La nascita di Viola, senza dubbio è l’esperienza più vivida, più importate e più soddisfacente.

Come dicevo ieri, lei è più di quello che potevo immaginare.

Da quando Viola è nata, per me è come se fosse sempre Natale, la ricorrenza per eccellenza.


F E L I C I T A’ è un po’ come dire  A M O R E

Chissà che cosa ci si aspetta da queste P A R O L E.

Amore è rispetto, stima, affetto fortissimo;  se dico felicità, mi verrebbe da rispondere che è qualcosa di così grande da farmi ridere, urlare, saltare.

Ma no, devo finirla di banalizzare questa parola e mi devo sforzare di analizzare l’essenza che vuole veramente esprimere.

Forse l’inganno in cui sono caduta in tutti questi anni (da Renza in su) è proprio questo.

Quello di aver frainteso la parola, di aver sempre e solo inseguito il suo significato più superficiale.

E oltre a questo, c’è che la M E M O R I A mi ha sempre condizionato la vita.

 

E dunque, veniamo a noi, se mi fermo e scorro il data base del mio modesto cervello, posso dire apertamente che la felicità abita in questo corpo e vi dico il perchè.

1. Poco fa, ho pensato di farmi un buon cafferiello e sono andata in cucina convinta di dover lavare la moka, ma quando ho visto che lo avevo già fatto stamattina, mi sono sentita SOLLEVATA.

E sentirsi sollevata è cosa buona, sicuramente una stretta collaboratrice della felicità. Forse una parente.

2. Quando Otto pirlotto è al guinzaglio e sul tragitto di ritorno si volta e mi guarda, mi fa una tale TENEREZZA che deve sicuramente essere la felicità.

3. Quando si apre la porta del nido e Viola mi corre incontro, sono così emozionata che mi si riempiono gli occhi di LACRIME. Questo è un problema che andrebbe analizzato e curato perchè mi capita anche in altre occasioni dove basta un niente per farmi commuovere. Non piangere, commuovere. Bhò, non so da cosa derivi questa paranoica sensibilità. So soltanto che comincia a crearmi problemi, specie nei confronti dei miei interlocutori. Penseranno che sono esaurita, mi immagino i loro pensieri “piange per niente deve essere esaurita”. 

4. Quando vado a letto e DORMO.

5.I sassi sulla spiaggia di Antibes: TOCCARE.

6. Il mare: PROFUMO .

7. Guardarmi allo specchio e vedere che non ho nemmeno un brufolo mi da molta SICUREZZA. La sicurezza. Che bella parola.

8. Tornare a casa, la casa che mi ha visto crescere per i primi 30 anni. SERENITA’ è quello che mi da quel momento.

9. I FIAMMIFERI di LEGNO: mi piace tutto il rituale perchè coinvolge ogni senso. Il rumore dei legnetti nella scatola, il profumo che scatena per pochi secondi e il SAPORE del tabacco è impareggiabile.

In più,  la mano che protegge la fiamma dal vento, mi fa sentire molto donna. Non chiedetemi perchè.

10. A un semaforo rosso, voltarmi e guardare Viola che guarda le gocce d’acqua scendere dal finestrino. Riesce sempre a strapparmi un SORRISO, di quelli senza denti a vista, avete presente?

Poi c’è il vino versato e i suoi profumi intensi, il pane, un pezzo giusto alla radio (MAX GAZZE’?), un abbraccio, un cornetto, il sole, la pioggia, i fiori, i nipoti, i parenti lontani, i prati verdi e il canto degli uccelli.

 

Mi spiace avervi tediato con i miei elenchi, ma era un’analisi che andava fatta, diversamente sarei rimasta “come quei poveretti che hanno perso il vero senso della vita” e i bagnini avrebbero insistito con il chiamarmi RENZA…
 

 
Piccoli alleati 14

 

 

E veniamo al PROGETTO DI AUTOPRODUZIONE.

14 è il numero di oggi o, se preferite, la quattordicesima settimana dell’anno volge al termine.

Vi do una dritta per un pacchetto regalo dell’ultimo momento  e una bustina a corredo.

 

Cosa serve

2 rotolini di carta o rotolo grande, forbici, colla x carta,fora buchi (nn necessaria), nastrini, bottoni, cordicine e quel che avete.

 

Piccoli alleati 10

Come si fa

seguite le fotografie, spero sia abbastanza eloquenti.

Nel caso del pacchettino, semplicemente lo appiattite e tagliate a luna le due estremità, poi chiudete e mettete un nastro, un pezzo di calza tagliata non x lungo ma come a voler fare una caramellina (come x le uova ricordate?) e la farfallina sopra (di ieri) ecc.

 

Piccoli alleati 12

 

 

Per la bustina invece tagliate come nella foto, munitevi di colla, bottoni e cordoncini/nastrini ed il gioco è fatto.

Il biglietto all’interno è naturalmente da ricavare con la stessa carta.

 

Piccoli alleati 8

Piccoli alleati 3

Piccoli alleati 2

Piccoli alleati 4

 

Piccoli alleati 5

piccoli alleati 1

 

 

non mi resta che dirvi C I A O!

 

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedInPin on PinterestShare on Tumblr

4 Comments

  1. accomi, forse pure io esaurita, forse semplicemente mamma, semplicemente donna…e come al solito mi è venuto il ‘tenerone’ e subito mi è venuta la lacrimuccia, che cerco subito di nascondere perché sono in ufficio davanti allo sguardo severo del mio titolare. tu,anima gemella in tutto anche in queste strane emozioni che mi travolgono nei momenti più ‘banali’ eppure così significativi. certo, perché se non lo fossero non proverei quello che provo. Ora sono io che sto dando libero sfogo ai miei pensieri! E’ che vedendoti in quel video ti ho ammirata tanto. GIOIA; AMORE; PASSIONE; e tanta tanta FORZA DI VIVERE. Viola ha una mamma magnifica!

    • La felicità è anche questo: scoprire che c’è un commento tutto per me! Grazie Sara e comunque è probabile che la sensibilità della donna sia proprio quella cosa che ci accomuna tutte quante. Buon fine settimana. Domani secondo il meteo di nonno Rinò (mio padre), dovrebbe esserci il sole. Sperem….

  2. Ti ricordo che io preferisco saperti ‘Evelin’ e nn ‘Renza’ anche se penso di sapere la malinconia che ti assale derivante da pezzi di vita e da film vissuti… Pero’ poi mi dico che in fondo le ‘Evelin’ che siamo oggi lo siamo state proprio perche’ abbiam provato esser anche delle ‘Renze’… L’amore vero, puro e incodizionato siamo fortunate perche’ lo proviam sulla ns pelle ogni istante da quando sn venute al mondo le ns figlie…Amore e’ esser mamma…’tutto il resto e’ noia…’ Bacio

  3. Milano Marittima …..che bei ricordi…c’era anche il mitico Lampo il cane nostro fratellone, ma anche Arrigo Sacchi con la sua pelata abbronzata tirata a lucido; ma sopratutto c’eravamo tutti noi!!

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*