45 anni di unione sono proprio tanti, forse anche per i miei genitori.

Quando si va oltre la soglia pensabile, è impensabile credere che due persone si possano mai lasciare.
Il periodo a rischio è quello dei 5, 10 anni, 15 di matrimonio; prima di queste date, tutto è ancora possibile. Oltre è follia ma ci sta comunque. Mi sbaglio?

Ma i miei genitori, che mi ricordano vagamente Sandra e Vianello, hanno abbondantemente oltrepassato l’età delle svolte e a guardarli, talvolta un po’ comici, sembrano proprio fatti l’uno per l’altra. Come potrei pensare a mia madre senza mio padre o viceversa?

E se metto a confronto loro, con noi giovani d’oggi, mi vengono i brividi.
E’vero, anche loro sono stati giovani, ma forse ciò che li contraddistingue a noi è che allora, non c’era tutto il benessere di oggi. Benessere in senso generale.

Sacrifici ? Tanti, probabilmente, troppi.
Bambini? Si, lo sono stati ma erano bambini già incredibilmente grandi, presi a collaborare con le faccende domestiche, nei campi, a preoccuparsi di cose da grandi.
Oggi, vedere bambini che sparecchiano le tavole fa molto strano.
E se ci si sofferma, in fondo, non stiamo parlando di 100 anni fa.
Ma tra noi e loro c’è un abisso di mezzo.
Mi chiedo come siano riusciti a guardarci, a sopportarci per tutti questi anni.
Alcuni di loro sembra si siano ben amalgamati con il nostro stile di vita, altri, restano radicati ai loro valori, al senso del lavoro, dell’impegno, della serietà e tentano invano di insegnarci ancora qualcosa.
Oggi, il benessere ha nascosto proprio bene quanto è stato fatto dai nostri genitori.
Non ho mai pensato a loro bambini, neanche quando mia madre mi raccontava qualche aneddoto che la coinvolgeva da piccola. Piccola. Mia madre piccola. Ma quando? Da piccola ha fatto cose che io non farei oggi, da grande. Forse è proprio per questo che non mi capacito possa essere stata bambina.
Loro sono sempre stati i miei genitori, mai figli.
Solo avendo bambini si può capire, o comunque, solo un animo particolarmente sensibile può avvertire la fatica fatta per crescere dignitosamente.

La dignità non è affar nostro.
Qui c’è spazio solo per le nostre paranoiche stronzate prive, talvolta, di senso.

Ad ognuno il suo periodo, ad ognuno i suoi problemi.
Quello che è certo, è che oggi stare insieme costa fatica.
Ma i miei genitori, sono ancora insieme, nonostante la loro infanzia difficile, un’infanzia che vista in TV farebbe commuovere.
Ma oggi è tutto diverso.

Oggi dedico a loro questo post, ringraziandoli per tutto e per la giornata di settembre trascorsa insieme.

Eccoli qua, di schiena


con la mia dolcissima zia Renata



io mamma e zia Renata



con le mie sorrelle



con il mio nipotino Gabriele



io e Viola



con Sofia



con Cristiana



con il bello



con ii bellocci




la mia mamma con gigetta e Gabriele


Luca. Fuma.



l’ora della torta



Viola e zia Renata



Belle donne aspettano il BUS


Con Super Bardi


Rav


brindisi


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