Cosa fare con le calze elasticizzate?

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13.05: entro in auto, accendo la radio (radio 24) e ascolto l’ultima notizia del giornale radio.

Andavano  a fare la spesa, accompagnavano i bambini a scuola, bevevano allegramente il caffè al bar e facevano anche un po’ di shopping, il tutto in orario di lavoro.

Fin qui, niente di nuovo, storie vecchie e già sentite. Ma mi incazzo assai quando la giornalista chiude con il dire: i dipendenti rischiano il posto di lavoro.

I dipendenti rischiano il posto di lavoro?

Ma perché, c’è pure il rischio del contrario? No scusate, questa me la dovete proprio spiegare.

Questi qui devono essere licenziati in tronco, devono lasciare spazio a chi del lavoro ne ha bisogno, a chi ha bisogno di mangiare, a chi ha bisogno di mantenere una famiglia, avete capito?

Non esiste che bellamente se ne ritornino in comune.

Personalmente mi licenzierebbero per molto meno. Possibile che un lavoro statale sia da meno?

No perchè se non è così, mi dovete spiegare com’è.

Sono arrivata a casa che ero così rabbiosa che ho riempito di ragù e peperoncino un panino (panino per dire, in realtà era una pagnotta gigante) e ho riempito di Chianti il bicchiere della nutella con i pini di Natale.

Un pranzo orribile per come si presentava, ma vi assicuro che il pensiero qui sopra si è svuotato per lasciare spazio a questa maialata.

Naturalmente c’è stato anche il caffè con due bei biscottoni giganti. Bisogna proprio che mi decida a fare un po’ di movimento, la trippetta qua sotto comincia a darmi fastidio. La vedo anche mentre lavoro al computer. Ma dov’è la coda dell’occhio che la taglio?

 

OK OK, ho capito, non c’è trippa per gatti.

 

Avevo in mente una cosa, ma poi mi è ricapitata in mano la calza di Viola gialla (si, sempre quella perché non le ho mangiate insieme alle uova, ma le ho recuperate) e mi è venuta un’idea diversa,

Questa:

 

 

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Cosa serve: una semplice cornice, una foto, calze da tagliare colorate (in base al tipo di cornice) e un nastro in tinta. Poi volendo vi potete sbizzarrire e metterci dei bottoni o chissà cos’altro.

 

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Quindi, direi che le foto sono sufficientemente esaustive giusto?

Il taglio della calza non per lungo, ma, per intenderci, da caviglia  a caviglia, da coscia a cosciotto. OK?

 

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Tra l’altro, se vi mancano gli elastici per i capelli, ho scoperto che da questi tagli di calza se ne possono ricavare moltissimi (anche fasce per capelli).Provate!

 

cornice calza 7

 

Ciaooooo

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2 Comments

  1. Avevo un lavoro precario ma splendido nella pubblica amministrazione (Polito). Ero sempre di corsa per riuscire a far tutto e accontentare tutti. La passione per quel che facevo era tale che spesso lavoravo la sera da casa e nei fine settimana. Quando arrivavo in ufficio incrociavo i “colleghi” che, con molta calma, andavano a gustarsi un caffè – dopo aver timbrato, naturalmente – per ricomparire non prima di una mezzora. La “collega” preposta alla segreteria didattica invece era dedita al solitario su pc per il 60% delle ore lavorative … Conclusione: io sono a spasso e tutti loro sono ancora là a far finta di lavorare, tutti sudati “sotto la lingua”!

    • Facciamoci un Kebab Marisa cara e lasciamo che il peperoncino allontani questa sconsolante, deprimente consapevolezza. Un respiro, due e via. Andiamo avanti. Un abbraccio.

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