Cristina e l’ HORO !

Quel giorno io e Viola uscimmo di casa nel primissimo pomeriggio.
Mi convinsi che se fossi uscita, avrei sicuramente trovato un’ispirazione per il mio blog.

Il tempo non era dei migliori ma io volevo muovermi, ne sentivo l’esigenza fisica, avevo necessariamente bisogno di cambiare aria, avevo voglia di vedere la vita passare dal finestrino della mia auto.

Avevo voglia di vedere gente, di confondermi tra la gente, di toccare della frutta, di comprare un paio di libri, di osservare la vita, di sentire odori diversi, di bere un caffè bollente e di mangiare un mini cannolo con la ricotta, avevo bisogno di pensare, pensare, pensare e ancora pensare.

Se avessi potuto, avrei preso un treno perché in nessun altro posto come lì, seduta accanto a un finestrino in movimento, mi sarei sentita davvero bene e avrei potuto pensare a cosa raccontare, di chi parlare, cosa fare per non annoiare.

Pensai a Claudia della Casa nella Prateria.
Lei sì che avrebbe saputo cosa dire.
Presi il suo libro “La mia mamma sta con me” da dentro la borsa e rilessi con cura la pagina 79 che suggeriva il modo per trovare l’ispirazione.

Lasciai quindi perdere l’idea malsana del viaggetto in treno e decisi di buttarmi in autostrada ma anche questa, fu un’idea poco creativa: con quell’esperienza avrei potuto parlare dell’inquinamento, anche quello acustico di cui si parla poco.
Ad un certo punto fui attratta dal cartello “Palazzolo sull’Oglio” e uscii.

Viola nel frattempo si era addormentata ed io mi sentivo un po’ in colpa per averla trascinata lì.

Forse, sarebbe stato meglio stare in casa a giocare ma poi mi convinsi che in fondo, ci saremmo state il giorno dopo.
Allontanai quindi quel fastidioso pensiero e passai oltre dirigendomi verso il centro; una volta trovato il parcheggio, ci avvicinammo alle mura che stringevano gelosamente il fiume.


E quel che vedemmo furono i pescatori intenti nei loro gesti lenti, delle anatre che si muovevano a gruppi e dei piccioni che si spostavano da un punto all’altro. Fu come osservare un quadro, un quadro in cui regnava una silenziosa e consapevole serenità che mi fu immediatamente trasmessa.

Viola indicava le anatre con il dito ed io imitavo il loro verso per farla ridere.
“Quà Quà Quà”

Con calma ci dirigemmo verso la piazza e ad un tratto, notai sulla sinistra una figura di donna, girata di schiena con un cappello verde.

Se ne stava seduta a un tavolino di un caffè all’aperto, con aria disinvolta intenta a scrivere qualcosa su un foglio.
Mi sembrò di entrare nel film “L’età dell’innocenza” e di vedere da vicino una vera e propria dama d’altri tempi.

E poiché era giunta l’ora della merenda, colsi l’occasione e mi fermai allo stesso caffè e più precisamente al tavolino a fianco al suo.

Con una bambina presente, non fu difficile rompere il ghiaccio; Viola cominciò a chiacchierare e l’attenzione della donna si concentrò su di noi.

ERA FATTA ….

Furono tante le cose che mi diedero l’ ispirazione.
Il sorriso negli occhi mentre canzonava Viola, i suoi gesti, la sua pacatezza, le mani, il tono della voce, il cappello e il suo essere femminile un po’ all’antica, proprio come piaceva a me.

Indossava degli orecchini particolarissimi e pensai a quanto le somigliassero….
Avevano un non so che di nobile…

Le domandai dove li avesse acquistati e lei mi disse che era una sua creazione.

E aggiunse – Sono un’orafa e quello lì davanti è il mio negozio –

A quel punto, avrei voluto chiederle tante, tantissime cose.

E secondo voi cosa ho fatto?

Le ho proposto un’intervista!

Non so dove ho tirato fuori il coraggio, spesso la vergogna mi lascia lì, con un dito nel naso e invece ho colto l’occasione al volo!

Da questo pomeriggio ho capito diverse cose:

  • non trovi l’ispirazione? Cambia aria, esci, vai a fare qualcosa che non hai mai fatto; e soprattutto, rileggi la pagina 78 e 79 del libro “la mia mamma sta con me”;
  • non c’è miglior pubblicità di noi stessi
  • carpe diem
  • Qualunque cosa si dica in giro, parole ed idee possono cambiare il mondo (dal film l’attimo fuggente)
  • non avere paura di un rifiuto….. in fondo, se ci pensate bene ma chi se ne frega????????

21 marzo 2012
Intervista a Cristina Calabria in esclusiva per violacreativa.com
Professione: orafo
Nome del negozio:
HORO – località Palazzolo sull’Oglio Piazza Roma 39 BS

Come si diventa orafi?

Un tempo, per diventare orafi, si cercava di intrufolarsi in una bottega per imparare “sul campo”!
Oggi è molto importante avere anche una buona cultura di base ed è perciò consigliabile frequentare una scuola superiore con indirizzo artistico specifico.

Quali sono le qualità che non devono mancare per intraprendere questa professione?

Un orafo deve avere una buona manualità, fantasia e tanta tanta pazienza!

Cosa consiglieresti a coloro i quali vogliono intraprendere questa professione?

Sorride.
Poi aggiunge
– consiglio di prepararsi a tempi particolarmente duri ma, come per ogni cosa, volere è potere –

Quando hai capito che questa era la via giusta per te?
Fin da bambina, ero affascinata da tutto ciò che brillava: perline, Swarovski, le gocce del lampadario della mamma, le frange di corallini delle lampade e ben presto ho iniziato ad armeggiare con pinzette e fili di rame o ottone per realizzare piccole creazioni con i materiali che riuscivo a reperire.
Sorride di nuovo e aggiunge:
-al lampadario della mamma, mancano molti pezzi, da allora-
Con il tempo, la passione è cresciuta sempre di più; andavo (e vado) , alla ricerca di materiali esclusivi, con l’intento di rendere le mie creazioni uniche e irripetibili nel suo genere e, successivamente aprii questo negozio/studio che ora è diventato un po’ come la mia seconda casa. Questi muri mi conoscono molto bene; qui realizzo ed espongo le mie creazioni. Qui ci sono tutta “io”, con i miei pregi e i miei difetti.


Difetti? Quale è il tuo peggior difetto?
Non sono per niente diplomatica!
E lo vorrei tanto essere!

Come ti definiresti in tre aggettivi?
Paziente, puntigliosa e forse,
“un po’ fuori da questo tempo”.

Quale è stata la tua prima creazione?
La mia primissima creazione in oro è stata una fedina di fili intrecciati.

Ne ricordi una in particolare ?
Una volta mi è stato commissionato un bracciale che doveva sembrare provenire da uno scavo archeologico. Per ottenere questo effetto antico, ricordo di aver ripetuto innumerevoli volte i passaggi di lucidatura, opacizzatura, brunitura, rilucidatura. Non finiva mai questo lavoro ma il risultato è stato appagante!Per fortuna.

In merito alla tua ultima raffinatissima collezione che hai chiamato “Madame Grillone”, dove il gioiello si veste di seta lavorata all’uncinetto, ci puoi raccontare come ti è venuta l’ispirazione?

Devi sapere che ho avuto una nonna abile in ogni lavoro femminile e da lei ho imparato a lavorare a maglia, uncinetto e a ricamare. Anni fa, nel tentativo di realizzare all’uncinetto dei fiori in cotone che corrispondessero il più possibile alla realtà, ho utilizzato due fiori che non mi piacevano, piegandoli a mo’ di tutù per un paio di orecchini e le mie clienti sono rimaste molto attratte dal modello insolito. E da allora, è cominciata una ricerca di materiali e forme per rendere ottimale l’effetto finale di ogni pezzo.
Ed ecco preziosi orecchini di seta lavorata a pizzo all’uncinetto, impreziositi da cammei, perline, pietre dure con attacchi in oro o in argento.

In questi giorni a cosa stai lavorando?
Sto lavorando a dei bracciali con materiali alternativi ma sono ancora in fase di studio.

Progetti per il futuro?
In futuro vorrei proporre i miei prodotti on line all’interno di un sito che mi rappresenti, un po’ come mi rappresenta oggi il mio negozio con la sua nuova veste.

Dove si trova il tuo negozio?
Si trova a Palazzolo sull’Oglio in Piazza Roma 39.

Nel tuo negozio troviamo solo gioielli?
Da me, oltre ai gioielli classici e quelli più originali, potete trovare borse-gioiello, i profumi per ambiente del Dr. Vranjes e le sensualissime e femminilissime fragranze di Chantal Thomass.

Se volessimo venirti a trovare e concederci una pausa per un piccolo spuntino, dove ci consigli di andare?
Vi consiglio il “civico 52” oppure “il retrogusto”, entrambi locali molto sfiziosi e vicini al mio negozio.

Il tuo libro preferito?

Cent’anni di solitudine
Garcia Marquez

La canzone che hai nel cuore?
You di Ten Sharpe

Un’ultimissima domanda. Oltre a creare fantastici gioielli cosa fai?

Ballo.

Il cha cha cha?
noooo! Ballo solo il tango!

Grazie infinite per la collaborazione Cristina e arrivederci in quel di Palazzolo!
E’stato un vero piacere, grazie a te e a tutte le lettrici.


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4 Comments

  1. Cara Evelin, ho letto con avidità il tuo articolo, avventura di una mezza giornata che si prospettava noiosa, specchio di una personalità vivace e curiosa della vita. Marisa

  2. che bella avventura che hai passato! e complimenti per questa intervista! sei stata bravissima! è stata una bella idea…dovresti farlo altre volte!
    volevofarti i complimenti anche per le foto. Aparte il naturale talento , come fai a farle certi effetti? vorrei imparare…

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