Festival dei colori con un colore solo

Holi

 

Le donne indiane con i loro figli al seguito, hanno sempre suscitato in me  un attrazione molto particolare.

 

E’ difficile non notarle per strada, le loro vesti, di vari colori dipinti, catturano costantemente il mio sguardo.

 

Vorrei poterle osservare a lungo, conoscere il loro pensiero, comprendere ciò che dicono, seguirle nelle loro case, vederle mentre truccano con il Kajal (*) gli occhi dei loro bambini, le guarderei mentre cucinano e  respirerei quell’aria spesso irrespirabile, ma comunque intrisa di sapori ed emozioni lontane.

 

Mi ricordo che anni fa, quando avevo Viola in pancia, ebbi modo di conoscere una ragazza in ospedale.

Si chiamava Sonia ed era incinta quanto me.

Facevamo un esame di routine e tra un’attesa e l’altra ci scambiai delle parole.

 

Fui fortunata perché inaspettatamente mi chiese di offrirle un passaggio fino alla pensilina dell’autobus.

Durante il tragitto mi disse dove era la sua casa e capii che avrebbe dovuto fare circa 5 Km a piedi, su per la montagna. Così la accompagnai fin là e una volta giunte a destinazione, mi invitò ad entrare.

 

E devo dire sinceramente che l’ambiente fu piuttosto impattevole e il panico mi prese in contropiede; non ebbi il coraggio di fermarmi più di 5 minuti e tanto meno non volli accettare la loro proposta di bere qualcosa.

Mi congedai di fretta e  Sonia, con i parenti tutti,  mi salutò dalla terrazza.

 

Furono 5 minuti intensi e se potessi tornare a quel giorno, con il senno di poi e Viola fuori dalla pancia, quel succo lo berrei e a piccoli sorsi.

 

E così, quest’oggi, anche se la primavera è molto lontana, complice il tempo e il curcuma scaduto, io e Viola ci siamo divertite a simulare la nostra personalissima festa dei colori in ricordo di questo piccolo incontro.

 

estival dei colori

 

(*) Kajal L’uso del kohl è principalmente diffuso in Vicino e Medio Oriente, Nord Africa, Africa sub-sahariana e Asia meridionale.

 

Le prime tracce di uso del kohl risalgono all’età del bronzo (a partire dal XXXVI secolo a.C.), quando veniva utilizzato come protezione dalle infezioni dell’occhio.

 

Scurire le palpebre, inoltre, impediva di essere abbagliati dal sole.

 

Inoltre, le madri usavano il kohl per abbellire gli occhi dei propri figli nei momenti immediatamente successivi alla nascita: in alcuni casi questa prassi avveniva per “rafforzare gli occhi del bambino”, in altri perché era diffusa la credenza che il kohl allontanasse dal bambino lo sguardo dell'”occhio del male” (il malocchio).

 

festival dei colori tra noi

 

 

Un film che ho nel cuore: Water

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