la vita che volevo

Io adesso
“La vita che volevo” di Lorenzo Licalzi è uno di quei libri che scegli anche solo per il titolo.
Perché ognuno di noi, a un certo punto della vita, questa domanda se la fa. Un libro fatto di racconti in cui inevitabilmente ti ritrovi nelle situazioni più comuni, ma che se romanzate appaiono più divertenti.
Peró, a parte il titolo che mi ha dato modo di cominciare questo post, devo dire che il romanzo più bello, tra quelli da me letti dello stesso autore è “il privilegio di essere un guro”. Un libro che ho cercato di non leggere tutto di un fiato per andarci ancora un po’ in giro, come si fa con un amico che ti fa ridere.

Ma è finito insieme al privilegio di essermelo gustato tutto. Peccato, avrei voluto che durasse di più.
Questo libro lo metto “in altissimo” per la risate a voce alta che mi ha fatto fare, anche su quel treno, dalla prima all’ultima fermata.
Lo consiglio a tutti.

 

Io prima
Quando ho cominciato a leggere per piacere, la vita che volevo era quella di crescere nella “casa degli spiriti”, di conoscere e imparare le magie di Clara, di spazzolarle i capelli, di giocare a tennis con Esteban, di innamorarmi tanto quanto Blanca. Poi è stato il periodo della signora Pilcher e del suo romanzo più bello, fitto di descrizioni, di dettagli, di voci, di vento. Si, perché la vita che volevo, in quel periodo, era in Cornovaglia, dove nonna Penelope, con i suoi capelli argento, riempiva la sua casa di gente e come in un quadro rendeva infiniti i ricordi de ” i cercatori di conchiglie”.

 

la vita che volevo Licalzi

 

Conclusioni:
leggere è bello e probabilmente, se potessi spostarmi per lavoro in treno, lo farei più spesso.

Grazie all’ atelier #linfinitamentecrea per aver lanciato questo tema, che mi ha fatto ricordare, con un pó di malinconia e, lasciatemelo dire, anche un pó di giramento di palle, (specie quando mi capita di vedere Banderas che fa i biscotti), la vita che volevo.

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedInPin on PinterestShare on Tumblr