L’eleganza del riccio

 

 

Oggi è difficile incontrare qualcuno per strada che ti strappi un “che eleganza”.

Al massimo ti scappa un pensiero del tipo…. “ma questa dove pensa di andare?”

Parlo della mia strada ovviamente, perchè magari a voi, capita tutt’altro ma quassù da me, vi garantisco che l’eleganza si spreca.

Mi capita, qualche volta, di scovarla tra gente anziana.

Gente che ha ancora il senso del pudore, che è rimasta attaccata a piccoli, posati pensieri e a pudiche gesta.

Persone minute e rigorose, di quelle che se ne vanno in giro con il portafoglio tra le mani e che pescano i centesimi dal porta monete con cura, di quelle che salgono sulla bicicletta in quel modo buffo ma elegante.

Donne che celano un segreto: la loro femminilità.

Oggi, la nostra femminilità, è nutrita con riviste di alta moda e, la maggior parte di noi, brama d’essere notata.

Non so quando questa moda dell’apparire sia entrata così drasticamente nella nostra vita.

E’ come se apparire fosse l’elemento fondamentale, il tratto che definisce  la nostra personalità;

e dell’ eleganza, insita della natura femminile, non vi è traccia alcuna.

Si usa dire, come sei elegante, nelle ricorrenze. E gli altri giorni?

Un’eleganza che delle volte è solo assopita, desiderosa di manifestarsi, altre volte è completamente assente;

quello che è certo, è che andrebbe almeno coltivata, indirizzata, fin da bambini.

Forse ci vorrebbero modelli diversi.

Forse, dovremmo cominciare ad essere noi mamme a insegnare la pacatezza ai nostri figli, insegnargli ad esempio a sedersi con gentilezza, a ridere con garbo.

Forse ci si impegna troppo ad insegnare a come tenere la forchetta o a come andare in bicicletta e si dimentica di dare valore anche a cose come queste.

Insegnare la grazia.

Nelle nostre scuole, non sarebbe male dare spazio a una materia che valorizzi la semplicità.

Che magia sarebbe.

Oggi, le pensiline dei pullman, gremite di giovani usciti da scuola, sono dei piccoli contenitori di cloni.

Le ragazzine sono tutte uguali.

Scarpe firmate, unghie dipinte, sigaretta tra le labbra.

Ragazzine che pensano che  APPARIRE  sia sinonimo di  GARANZIA.

Questo è ciò che passiamo a questa generazione.

E la televisione, dovrebbe fare la sua parte dando valore a trasmissioni di altro genere.

Ma se questo non fosse possibile, tocca a noi mamme.

 

E dopo questo sermone del lunedi, vi presento Renèe, la donna invisibile del film “l’eleganza del riccio“.

La “donna riccio” che smussa i suoi aculei grazie a persone come Paloma e Ozu che sanno andare oltre l’apparenza.

Nel film Paloma, bambina la cui intelligenza disarma, dice queste parole:

“ha l’eleganza del riccio: fuori è protetta da aculei, una vera e propria fortezza, ma ho il sospetto che dentro sia semplice e raffinata come i ricci, animaletti fintamente indolenti, risolutamente solitari e terribilmente eleganti”

 

Titolo originale Le hérisson.

Drammatico, durata 100 min.

– Francia, Italia 2009.

 

 


e a proposito di bestioline indolenti…. li avevate mai visti così?

ecco cosa dobbiamo sapere:

Per la variegata dieta che assume, risulta essere onnivoro.

Il riccio in natura si nutre di invertebrati di qualsiasi tipo (insetti, ragni, lombrichi, chiocciole, millepiedi, ma non centopiedi -che si difendono a morsi-), oltre che uccelli, comprese uova (spesso si intrufola nei pollai domestici per cibarsene) e nidiacei, rettili ed anfibi; non disdegna nemmeno di mangiare piccoli mammiferi, soprattutto topi, di cui è considerato un cacciatore spietato in quanto uccide gli adulti e dissotterra i nidi per nutrirsi dei piccoli.

La credenza che i ricci si nutrano prevalentemente di vipere si rivela fondata solo in casi eccezionali: l’animale non teme infatti i morsi velenosi, in quanto i denti veleniferi sono più corti degli aculei e raramente riescono a penetrare il rivestimento di peli ispidi che protegge l’animale.

In caso di necessità, i ricci mangiano senza problemi anche ghiande, bacche, frutta, ed altro materiale di origine vegetale (non disdegna neppure i croccantini del gatto, di cui è ghiotto) nutrendosi in casi estremi anche di foglie.

Il latte è un veleno per il riccio, non solo perché non può digerirlo, ma provoca forte diarrea che conduce alla morte dell’animale.

continua

 

 

Ciao amici e ….che eleganza sia!

A proposito, come la pensate?

 

 

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7 Comments

  1. ma dove l’hai trovato??? mi sono innamorata!!!!

  2. E’strabello! Ma non appartiene a me purtroppo ….

  3. stupendo questo riccino! Piacerebbe anche a me, tenerlo un po’ fra le mani e coccolarlo. Buon primo maggio e buona notte

  4. Bellissimo libro….condivido in pieno le tue considerazioni!!!E che foto tenere:)

    • in verità è un film, non un libro, te lo dico solo nel caso pensassi di trovarlo in libreria. Buon primo maggio carissima a presto

      • in verità sono un po’ scema, prima è libro, poi film e il libro è sicuramente meglio del film. Alludevo alla copertina che c’era nel post, mica per contraddirti. Ma dove sei finita?Torni?

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