itinerante

 

 

Quando è appena passata l’alba, sorseggio l’ultima tazza di caffè e mi metto in auto, mi sento così felice; felice di essermi alzata di buon’ora, di guidare con il finestrino appena appena aperto, con la musica che mi gonfia di energia, felice di arrivare, di parcheggiare, di montare, di allestire il mio banco itinerante e infine di godermi lo spettacolo.

Poi la sera, bhè la sera è un’altra cosa. Se la gente ha apprezzato,la stanchezza si sente relativamente, ma se è stato un completo fiasco vorresti avere la bacchetta magica per non caricare la macchina; una stanchezza fisica, ma soprattutto celebrale ti si appiccica addosso per un paio di giorni. Giorni in cui ti sale l’idea che tutta questa fatica non fa per te. Crisi interiore che supererò il terzo giorno dalla sconfitta.
Pertanto, invito chi ha manualità ad affrontare questa strada. Strade bagnate, a ciotoli, imprevedibili, ma altrettanto meravigliose, stimolanti e sorprendentemente amichevoli.

Un’esperienza che non intendo lasciare, almeno fin tanto che riesco. Poi quel che sarà sarà.

 

imieiorecchinineimercatini

 

NB Se voleste far parte di un gruppo creativo, vi invito a visionare la pagina dell’associazione l’infinita mente crea di Brescia di cui anche io faccio parte.

 

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