Tra le 7.30 e le 8.00, normalmente, porto il mio cane Otto a fare il suo giretto di perlustrazione tra i vigneti adiacenti a casa mia. Fino a che non apre il periodo di caccia, che ho già commentato diversi post fa, è una delizia passeggiare, osservare, ascoltare e talvolta urlare a squarcia gola se Otto non torna da me; quando apre la stagione dell’ammazza animali, la delizia si trasforma in un supplizio. Spesso, diversi casi di avvelenamento hanno portato a pensare che sia opera di codesti signori della caccia, i quali, per allontanare le volpi dalle vigne, lascerebbero qua là bocconcini di carne avvelenata. Il tutto per evitare che le volpi mangino le lepri e che siano loro a catturali trionfalmente.

Con questi metodi immondi, oltre a morire le volpi, sono morti diversi cani. Lo stesso cane di mio cognato, che abita a fianco a me ha mangiato del veleno nei dintorni.
Pertanto, poichè con Otto sono abituata ad andare in codesta zona, zona splendida e soprattutto, l’unica, ogni mattina devo sperare che tutto vada bene.
Che dire, sono così avvilita.
L’odio che provo per questa gente è incommensurabile specie quando scopro che sono ragazzi che semplicemente, hanno deciso di impugnare il fucile piuttosto che il costume da bagno e andar a far rumore. Poi magari scopro che gli animali ammazzati li gettano in una busta di plastica e poi chissà dove perchè nessuna madre si metterebbe a pulire una lepre o un fagiano.

Ma anche queste giornate son terminate e, nei rischiosi dintorni, l’autunno sembra finalmente aver preso forma e colore.

Buon mercoledi
a domani


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