Quanto manca alla fine di novembre? 

Perché io, che ho tanto osannato l’autunno, quest’anno non ho potuto soffermarmi a guardarlo da vicino e se lo facessi adesso, non mi darebbe quell’ energia positiva che tanto era capace di trasmettere.

Non ne ho sentito quasi l’odore intenta ad ascoltare altre sensazioni, per lo più scandite dalla sofferenza per la perdita del mio amico Otto, la cui mancanza ha portato alla luce tante altre cose. Metabolizzato l’evento ingrato, succede che un bel giorno decido di far salire mia figlia sul retro della bicicletta nuova e patatrac .. Il mio dolce regalo viaggiante, dopo un paio di pedalate, infila il piede dentro la ruota e quel che accade lo potete immaginare. 

  
Sicchè, la poverina si trascina da allora una bella steccatura che la costringe a stare in casa.

E Poi tutto il resto, emozioni di svariato tipo, il lavoro che ci affatica e i sogni che se ne vanno a benedire e restano stipati nella camera dei balocchi.

Che dire, quest’anno caro novembre, mi hai reso le cose difficili benché sia consapevole che ogni fatto o fattaccio, mi ha dato l’opportunità di capire meglio le dinamiche in cui ogni santo giorno si è sottoposti e per il quale, tuttavia, vale sempre la pena vivere a costo di perdere il sorriso. Ad ogni modo, come dico spesso, poteva senza dubbio andare peggio pur sempre in attesa che dicembre liberi me da questo stallo mentale e Viola dalla steccatura.
Un caro saluto a tutti e viva dicembre! 

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