Nel post di ieri, ripercorrevo la mia infanzia aprendo la scatola di latta ed oggi, mentre sfogliavo le pagine di una rivista, nel rivedere raffigurata la mitica campana, mi sono ritrovata nuovamente catapultata in quel mondo magico.

Quanti ricordi si celano nella nostra mente. Restano lì, come addormentati per anni e solo quando un’immagine, una parola, una musica arriva fin lì, allora ecco che il ricordo riaffiora portandosi dietro, nel mio caso, un carretto pieno di nostalgia.

E ho pensato così di ritagliare la campana raffigurata, di incollarla su un cartoncino bianco, di ritagliarla nuovamente (così da dargli la giusta consistenza) e di conservarla, in attesa che Viola sia sufficientemente grande per tracciare da sola la sua campana; fino ad allora sarà la piccola bambolina di carta a saltellarci sopra.
Immagino di vedere Viola giocare alla Campana con Gabriele, con Tommaso, con Riccardo, con Olga, con Anna, con Edo, con i nani di Sara; sarebbe davvero bello. Chissà…. la vita in fondo è piena di sorprese!


ma come si gioca a Campana?

Si può giocare anche da soli.
Si gioca saltellando su una gamba sola.
Per decidere chi inizia per primo, si tira a sorte o si fa la conta.
Il primo giocatore entra nella casella TERRA e tira la pietra nella casella con il numero 1.
Saltando su una gamba va dalla TERRA alla casella 1, prende la pietra, gira su se stesso e torna alla TERRA. Poi tirerà la pietra nella casella 2, salterà nella casella 1 e poi nella casella 2, raccoglierà la pietra e, sempre saltando, tornerà indietro fino alla TERRA.
Continua tirando la pietra nella casella 3 e va avanti allo stesso modo, fino alla casella CIELO.
Adesso deve giocare in senso contrario, quindi dal CIELO lancia la pietra nella casella 8, poi nella casella 7 e così via fino a tornare sulla TERRA.
Nelle caselle 4 – 5 e 7 – 8, si possono appoggiare entrambi i piedi.
Ma attenzione, in nessun caso la pietra o il giocatore possono toccare le righe che delimitano le caselle. Non pestare mai le righe!
Se la pietra cade in una casella sbagliata o sopra una riga, il giocatore perde il turno e può ricominciare, partendo dalla casella dove ha commesso l’errore, soltanto dopo che tutti gli altri hanno giocato.
Vince chi prima finisce il giro.

E se il cortile non c’è? Niente paura, ecco qua qualche idea.

Per chi volesse cimentarsi con la macchina da cucire, vi segnalo questa campana in stoffa; un amore:

sito: www.rosesdeseptembre.fr

oppure:

sito: www4.fnac.com

e per chi ama il nastro adesivo:

sito: kategraeff.blogspot.com

Inoltre, se sei nostalgica quanto me e desiderosa di vedere i tuoi figli giocare con cose semplici che aiutino l’immaginazione, consiglio di guardare lo splendido video che ho scovato in you tube dal titolo: Zeughi de’na votta. Merita davvero.

Passo e chiudo
Buona domenica


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